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Villadeati e l’arte diffusa: quando un’escursione in Monferrato diventa molto più di una camminata

2 giorni fa
Tempo di lettura: 7 min


Camminare nel Monferrato significa anche sapere che cosa sta accadendo nei suoi borghi

di Simona Gotta - Guida Monfreedom - Ci sono giornate in cui un’escursione nasce per percorrere sentieri, attraversare colline e raggiungere un piccolo paese, ma poi il territorio decide di aggiungere qualcosa. Una mostra, un’installazione artistica, una chiesa eccezionalmente aperta, una degustazione, un concerto o un’iniziativa culturale possono trasformare completamente il significato della giornata.

È esattamente ciò che accadrà domenica, quando con le Guide Monfreedom cammineremo nel territorio di Villadeati, nel Basso Monferrato.

In queste settimane il paese è una delle sedi di Germinale – Monferrato Art Fest, la rassegna diffusa di arte contemporanea che coinvolge numerosi borghi tra le province di Alessandria e Asti, trasformando il Monferrato in una sorta di grande museo disseminato tra paesi, chiese, castelli, Infernot, torri e spazi normalmente destinati ad altre funzioni.

L’edizione di quest’anno porta un titolo particolarmente evocativo: “Di marne feconde, un mare”. Ed è difficile immaginare un tema più adatto a questo territorio.

“Di marne feconde, un mare”: l’arte contemporanea parte dalla geologia del Monferrato



TREKKING IN MONFERRATO
TREKKING IN MONFERRATO

chi ci segue sul blog sa che abbiamo raccontato recentemente la storia del mare che non c’è più, quell’antico mare che milioni di anni fa ricopriva queste terre e che ha lasciato tracce nelle marne, nei fossili, nella Pietra da Cantoni e nella stessa conformazione delle colline.

Germinale parte proprio da qui. Il sottosuolo diventa una sorta di archivio della memoria e gli artisti sono invitati a interpretare il rapporto tra ciò che vediamo oggi e ciò che si nasconde sotto la superficie. Le marne, formate prevalentemente da argilla e calcare, diventano così il punto di partenza per parlare di trasformazione, natura, tempo, paesaggio e identità.

Il festival coinvolge numerosi artisti e molte sedi espositive distribuite nei paesi del Monferrato, con installazioni, mostre, performance, residenze artistiche e interventi pensati appositamente per dialogare con i luoghi che li ospitano.

Una delle caratteristiche più interessanti è proprio questa diffusione delle opere sul territorio: non si entra in un grande museo passando semplicemente da una sala all’altra, ma ci si sposta tra borghi, edifici storici e paesaggi differenti, incontrando l’arte all’interno di luoghi che possiedono già una propria identità.

Villadeati: la luce entra nella Chiesa della Santissima Trinità

A Villadeati uno degli interventi più interessanti si trova nella Chiesa della Santissima Trinità, collocata nella parte più alta e antica del borgo.

La chiesa che vediamo oggi è legata principalmente alle trasformazioni ottocentesche, anche se nello stesso luogo esisteva già precedentemente un edificio religioso. È un ambiente raccolto, inserito tra le vie del centro storico e affacciato sul paesaggio collinare.

Proprio qui il duo artistico Boscolo / Rossetto ha realizzato “Tre passi dalla luce”, un’opera che lavora sulla relazione tra luce, spazio, riflesso, suono e presenza dello spettatore.

Non è quindi un’opera davanti alla quale fermarsi qualche secondo soltanto per decidere se piace oppure no. Bisogna entrare nello spazio, muoversi, modificare il punto di osservazione e concedersi il tempo necessario perché luce e riflessi cambino la percezione dell’architettura.

All’interno della chiesa compare una figura luminosa che rivela progressivamente una trama di riflessi sospesi nello spazio. La luce viene trattata quasi come una materia tridimensionale e dialoga con superfici riflettenti e con una componente sonora fatta di rintocchi e suggestioni che richiamano anche l’acqua.

Il riferimento diventa particolarmente interessante proprio qui, nel Monferrato nato geologicamente da antichi ambienti marini: ancora una volta il presente artistico entra in relazione con una storia che comincia milioni di anni fa.

Un rosone che cambia il rapporto tra interno ed esterno

Uno degli elementi centrali del progetto è il rosone della chiesa.

L’intervento utilizza infatti la luce per modificarne la percezione e creare un rapporto differente tra l’interno dell’edificio e il borgo. Durante il giorno il gioco luminoso dialoga soprattutto con lo spazio interno, mentre al cambiare delle condizioni di luce anche la facciata assume una presenza differente.

L’aspetto più interessante è che l’opera non viene percepita semplicemente come qualcosa appoggiato all’interno di una chiesa, ma entra in relazione con la sua architettura.

È esattamente ciò che rende affascinante l’arte contemporanea quando viene portata fuori dagli spazi museali tradizionali: un edificio che possiede già una propria storia viene osservato improvvisamente con occhi differenti.

Quando il Monferrato diventa un museo diffuso

L’idea alla base di Germinale è particolarmente adatta a un territorio come il Monferrato.

Qui i luoghi d’interesse non sono concentrati in una sola città, ma disseminati tra decine di piccoli paesi. Castelli, pievi, Infernot, torri, chiese, antichi edifici pubblici e paesaggi agricoli formano già naturalmente una rete.

Inserire l’arte contemporanea all’interno di questa struttura significa invitare le persone a spostarsi, conoscere paesi che forse non avrebbero mai visitato e scoprire luoghi normalmente esclusi dai grandi circuiti turistici.

Per vedere un’opera bisogna arrivare in un borgo, parcheggiare, camminare nelle sue vie, magari entrare in un bar, fermarsi a osservare un panorama e parlare con qualcuno del posto.

L’opera d’arte diventa così quasi una porta d’ingresso verso il territorio.

Gli abitanti stessi possono diventare parte del racconto

Villadeati è stato coinvolto anche in esperienze artistiche nelle quali il racconto non passa soltanto attraverso edifici e paesaggi, ma attraverso le persone che vivono nei paesi.

Il progetto “Visagi”, il cui nome richiama nel lessico piemontese il viso e l’aspetto di una persona, ha portato in diversi borghi ritratti fotografici degli abitanti, trasformando strade e spazi pubblici in una sorta di galleria a cielo aperto.

Trovo particolarmente interessante questa idea perché impedisce di considerare i piccoli paesi semplicemente come scenografie.

Un borgo non è autentico soltanto perché possiede vecchie case in pietra, una chiesa o un castello. È autentico finché continua a essere abitato, vissuto, raccontato e trasformato dalle persone.

Arte e fotografia possono quindi contribuire a ricordarci che dietro ogni facciata e ogni paesaggio ci sono comunità reali.

Per noi Guide Monfreedom un’escursione non finisce sul sentiero

È proprio qui che voglio raccontare un aspetto fondamentale del nostro modo di accompagnare.

Quando programmiamo un’escursione studiamo naturalmente il percorso, le condizioni del terreno, le distanze, i dislivelli, le eventuali criticità e i punti panoramici. Ma per noi tutto questo rappresenta soltanto una parte del lavoro.

Cerchiamo sempre di capire che cosa sta accadendo in quel territorio proprio nel momento in cui lo attraverseremo.

Se c’è una mostra interessante, cerchiamo di inserirla nel programma. Se una chiesa normalmente chiusa prevede un’apertura straordinaria, proviamo a cogliere quell’occasione. Se incontriamo un’iniziativa gastronomica, una degustazione, un concerto, una festa locale, una manifestazione culturale oppure un evento legato alla storia e alle tradizioni del paese, valutiamo come farlo diventare parte dell’esperienza.

Perché camminare per ore attraverso un territorio ignorando ciò che quel territorio sta proponendo proprio in quel giorno significherebbe, secondo noi, conoscerlo soltanto a metà.

Il Monferrato non è semplicemente una rete di sentieri. È fatto di persone, vino, arte, musica, cucina, storia, musei, castelli, piccoli teatri, associazioni, produttori, feste e iniziative che cambiano continuamente durante l’anno.

Il lavoro di una guida consiste anche nel riuscire a collegare tutti questi elementi.

Camminare al mattino e incontrare l’arte lungo il percorso

Domenica Villadeati ci offrirà quindi un’occasione perfetta per mettere in pratica questa filosofia.

Cammineremo nel paesaggio del Monferrato, osserveremo le colline, i sentieri e il borgo, ma sapremo anche che proprio in questi giorni Villadeati partecipa a una delle iniziative artistiche diffuse più interessanti del territorio.

Entrare nella Chiesa della Santissima Trinità e osservare come un intervento contemporaneo utilizzi luce, riflessi e suono per reinterpretare uno spazio storico aggiunge un livello completamente differente alla giornata.

Prima incontriamo il paesaggio naturale, poi il borgo e la sua storia, quindi entriamo nell’edificio e infine scopriamo l’arte contemporanea che dialoga con tutto ciò che abbiamo appena attraversato.

Non sono esperienze separate, perché appartengono allo stesso territorio.

Arte ed enogastronomia non sono elementi aggiuntivi rispetto all’escursionismo

Lo stesso principio vale per l’enogastronomia e per tutte le altre forme di espressione locale.

Se camminiamo tra vigneti senza conoscere i vini che nascono da quelle colline, perdiamo una parte del racconto. Se attraversiamo un territorio di tartufo senza sapere nulla della cultura legata alla sua ricerca, rischiamo di vedere soltanto un bosco. Se raggiungiamo un borgo durante una manifestazione musicale o artistica e proseguiamo senza fermarci, avremo forse seguito perfettamente il sentiero, ma non avremo davvero incontrato quel paese.

Per questo cerchiamo di costruire esperienze nelle quali outdoor, cultura, arte, enogastronomia e comunità locale possano dialogare tra loro.

Una volta può essere una cantina, un’altra volta un Infernot, in un altro paese potrà essere un castello, una pieve romanica, un concerto oppure, come a Villadeati, un’installazione di arte contemporanea.

La destinazione cambia, ma il metodo rimane lo stesso.

Il Monferrato è interessante proprio perché continua a sorprendere

Esiste un’immagine un po’ stereotipata del Monferrato che lo racconta soltanto attraverso vigneti, tartufi, castelli e cucina tradizionale. Sono tutti elementi fondamentali e bellissimi, ma il territorio è anche molto più contemporaneo di quanto spesso si immagini.

Il fatto che artisti contemporanei possano lavorare nei piccoli paesi utilizzando chiese, ipogei, torri, castelli e altri edifici come spazi di sperimentazione dimostra che la tradizione non deve necessariamente rimanere immobile.

Può dialogare con il presente.

Una chiesa storica può continuare a raccontare il proprio passato e, nello stesso tempo, diventare il luogo in cui giovani artisti lavorano con luce, riflessi e suono. Una collina nata da un mare scomparso milioni di anni fa può diventare l’ispirazione per un progetto artistico contemporaneo.

È questa sovrapposizione di tempi, linguaggi e storie a rendere il Monferrato così particolare.

Domenica 20 settembre 2026 non andremo semplicemente a fare un’escursione a Villadeati

Andremo a camminare in un territorio che proprio in questi giorni sta raccontando se stesso anche attraverso l’arte.

Ed è una delle ragioni per cui crediamo che affidarsi a una guida possa offrire qualcosa in più rispetto al semplice seguire una traccia.

Una guida non dovrebbe limitarsi a conoscere il sentiero. Dovrebbe sapere che dietro quella curva è stata allestita una mostra, che quella piccola chiesa ospita temporaneamente un’installazione, che in quel paese c’è un produttore interessante, oppure che proprio quel giorno la comunità ha organizzato qualcosa che merita una deviazione.

È così che intendiamo le escursioni Monfreedom: camminiamo per conoscere il paesaggio, ma siamo sempre attente a tutto ciò che il Monferrato offre in quel preciso momento, che sia artistico, culturale, enogastronomico, turistico o musicale.

Perché il modo migliore di conoscere un territorio non è semplicemente attraversarlo.

È sapere che cosa sta accadendo mentre lo attraversiamo e concedersi il tempo necessario per viverlo davvero.

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