71d4f4c7-b901-4885-ab93-38f99c6524cc
top of page

Monferrato versus Toscana: Infernot e grotte, due mondi sotterranei a confronto


di Simona Gotta - Guida Monfreedom Durante un viaggio in Toscana sono stata a Pitigliano, uno di quei borghi che sembrano crescere direttamente dalla roccia. Le case si appoggiano sulla rupe, i vicoli si stringono e, sotto molti edifici, si aprono ambienti scavati nel tufo. Il paese sorge infatti su uno sperone tufaceo, circondato da vallate e cavità realizzate nel corso dei secoli. (Visit Pitigliano)

In un piccolo negozio dove avevo acquistato alcuni souvenir, la proprietaria mi ha invitata a scendere nella sua “grotta”. Lo ha detto con quell’orgoglio comprensibile che accompagna qualcosa di insolito e personale. Sotto il pavimento si apriva un ambiente ipogeo scavato nel tufo, fresco anche in piena estate, con una temperatura che la signora indicava intorno ai 14 gradi.

Mi ha raccontato che un tempo molte di queste cavità erano comunicanti o comunque inserite in un sistema sotterraneo più vasto. A Pitigliano gli ambienti scavati nella roccia hanno avuto funzioni diverse: cantine, depositi, luoghi di lavoro e, nel quartiere ebraico, perfino spazi destinati alla produzione del vino kasher, al forno delle azzime e al bagno rituale.


Mentre ascoltavo, però, pensavo già al Monferrato.


Da guida escursionistica appassionata, non potevo limitarmi ad annuire. Ho iniziato a raccontarle che anche da noi esiste un mondo sotterraneo domestico, fatto di ambienti scavati sotto le case. Non nel tufo vulcanico di Pitigliano, però, ma nella nostra Pietra da Cantoni. Le ho parlato degli Infernot, delle loro nicchie, dei ripiani, delle bottiglie custodite al fresco e del riconoscimento UNESCO che ha portato questo patrimonio all’attenzione internazionale.

Alla fine del racconto, quella signora ha deciso che sarebbe venuta a visitare il Monferrato.

Ed è stato uno di quei momenti che, per una guida, valgono molto: partire da una piccola cantina toscana e riuscire ad accendere la curiosità verso la propria terra.


Tufo e Pietra da Cantoni non sono la stessa cosa

La pietra da cantone
La pietra da cantone

A prima vista l’analogia tra le grotte di Pitigliano e gli Infernot è immediata. In entrambi i casi ci troviamo davanti ad ambienti ipogei, ricavati sotto abitazioni o all’interno di pareti rocciose, capaci di mantenere condizioni abbastanza stabili durante l’anno.

Ma dal punto di vista geologico sono due mondi differenti.

Il tufo su cui sorge Pitigliano è una roccia di origine vulcanica, relativamente tenera e lavorabile, soprattutto quando conserva umidità. Proprio questa caratteristica ha permesso agli abitanti di scavare per secoli stanze, passaggi, cantine e ricoveri direttamente dentro la rupe.


La Pietra da Cantoni del Monferrato, invece, deriva da sedimenti deposti in un antico ambiente marino subtropicale durante il Miocene. È una formazione ricca di componenti carbonatiche e fossili, affiorante soprattutto nel Basso Monferrato casalese.


Quando accompagniamo un gruppo, questo è uno dei passaggi che mi piace spiegare meglio: gli Infernot non sono semplicemente “buchi nel tufo”, come talvolta vengono chiamati impropriamente. Sono camere scavate in una pietra diversa, nata da una storia geologica marina. In pratica, quando entriamo in un Infernot stiamo scendendo dentro una roccia che conserva la memoria di un mare antichissimo.



L’Infernot non è una semplice cantina



L’Infernot era generalmente l’ambiente più interno e protetto del sistema di conservazione domestico. Si raggiungeva spesso attraversando una cantina tradizionale e scendendo ancora, fino a trovare una piccola camera senza finestre, scavata direttamente nella pietra.

Temperatura e umidità relativamente costanti, assenza di luce, rumore e correnti d’aria rendevano questi vani particolarmente adatti a custodire le bottiglie migliori.

Ma ciò che colpisce durante una visita è soprattutto la loro individualità. Alcuni sono semplici e quasi austeri; altri presentano gradini perfettamente modellati, nicchie per le bottiglie, sedute, mensole, tavoloni e decorazioni ricavate nella roccia. Possono essere costituiti da un’unica camera, da più ambienti oppure da un corridoio articolato.

Non sono stati realizzati da architetti celebri. Sono opera di contadini, cavatori e famiglie che conoscevano la materia e sapevano adattarla alle proprie esigenze. È proprio questo a renderli così autentici: ogni Infernot risponde a una casa, a una storia e a una mano diversa.


Il patrimonio UNESCO e la parte che spesso non viene spiegata


Nel 2014 i “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” sono entrati nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La componente denominata “Il Monferrato degli Infernot” comprende una core zone formata da nove comuni del territorio casalese: Camagna Monferrato, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato e Vignale Monferrato.

È importante dirlo correttamente: non ogni paese che possiede Infernot rientra automaticamente nella core zone UNESCO. Tuttavia, la cultura degli ambienti ipogei scavati nella pietra supera quei confini amministrativi ed è diffusa anche in altri centri del Monferrato.

Alcuni Infernot sono pubblici e visitabili con calendari prestabiliti; altri appartengono ancora a privati. Questi ultimi non sono normalmente accessibili liberamente, ma possono aprire in occasione di eventi, giornate dedicate o visite concordate. Come Guide Monfreedom, quando costruiamo un percorso nei paesi che li custodiscono, capita di prendere accordi affinché alcuni Infernot privati vengano aperti appositamente per il nostro gruppo. È un privilegio che va gestito con rispetto: non si entra in un’attrazione turistica anonima, ma in una parte intima della storia di una famiglia.


Fubine Monferrato: un paese che nasconde più di cinquanta Infernot


Tra i paesi che meglio esprimono questa cultura sotterranea c’è Fubine Monferrato. Secondo il portale locale dedicato al paese, sono stati censiti oltre cinquanta Infernot, una concentrazione indicata come la più alta del territorio monferrino.


A Fubine la particolarità geologica cambia leggermente: gli ambienti ipogei sono ricavati in livelli sabbioso-siltosi che nel linguaggio comune vengono spesso chiamati “tufo”, ma che non corrispondono al tufo vulcanico di Pitigliano. Anche qui, però, la natura del terreno permette di mantenere condizioni interne abbastanza stabili durante l’anno.

Camminare a Fubine significa quindi muoversi contemporaneamente su due piani. In superficie si attraversa un borgo allungato sul crinale, affacciato verso la pianura del Tanaro; sotto le case, invece, si apre un patrimonio invisibile di cantine e camere scavate.

Il profilo del paese è dominato dal campanile neogotico della chiesa di Santa Maria Assunta, alto 56 metri e diventato il suo simbolo. Localmente viene spesso presentato come il campanile più alto del Monferrato. L’attuale struttura sostituì nell’Ottocento il precedente campanile romanico, ormai pericolante.


Lo Spalto: non una passeggiata qualunque, ma ciò che resta delle difese


A Fubine merita particolare attenzione anche lo Spalto, termine che può sembrare curioso a chi non conosce l’architettura militare dei borghi medievali.

Lo Spalto è ciò che resta dell’antica cinta difensiva del paese. Parte dalla zona ad arcate alla base di Casa Pane e segue il margine del nucleo storico fino alla chiesa dei Battuti. In passato questa fascia sopraelevata apparteneva al sistema di mura che proteggeva l’abitato, costruito in posizione dominante sul crinale.


Gli spalti servivano a controllare il territorio circostante, permettere gli spostamenti lungo la difesa e offrire una posizione favorevole per l’avvistamento e la protezione del borgo. Ai piedi delle mura correva inoltre un fossato, ricordato nella memoria locale come al Fos. L’accesso al nucleo fortificato avveniva attraverso un ponte che, in epoca medievale, era probabilmente di legno e poteva essere distrutto in caso di attacco, per poi essere ricostruito quando il pericolo era passato.

Oggi lo Spalto è una balconata panoramica. Camminandoci, però, non si dovrebbe vedere soltanto una bella apertura sulle colline. Da guida, mi piace far notare la logica del luogo: l’altezza, il controllo della pianura, il rapporto tra il ponte, il fossato e il cuore del borgo. Il paesaggio diventa molto più interessante quando impariamo a leggerne la funzione.


Dalla superficie al sottosuolo: il modo più completo di conoscere un paese


Fubine è uno dei luoghi in cui l’escursione può diventare davvero un’esperienza stratificata. Si cammina sulle colline, si raggiunge il borgo, si osservano il campanile e le tracce delle fortificazioni, si percorre lo Spalto e poi si scende sotto terra.

Prima si legge il paesaggio dall’alto. Poi si entra nella sua materia.

È questo il modo in cui amiamo accompagnare le persone nel Monferrato: non limitandoci a indicare ciò che è bello, ma spiegando perché un paese si trova proprio lì, perché è stato fortificato, quale pietra si nasconde sotto le case e come quella geologia abbia condizionato la vita quotidiana.

La mia esperienza a Pitigliano mi ha ricordato una cosa importante. Ogni territorio possiede un modo diverso di abitare il sottosuolo. In Toscana il tufo vulcanico ha dato origine a grotte, cantine e interi sistemi rupestri. In Monferrato la Pietra da Cantoni e altri terreni lavorabili hanno permesso la nascita degli Infernot.

La differenza non diminuisce il valore di uno o dell’altro. Al contrario, rende il confronto affascinante.

Ma c’è una cosa che continuo a pensare da quel giorno: molte persone attraversano l’Italia cercando meraviglie sotterranee senza sapere che, sotto le case dei nostri borghi, il Monferrato custodisce un patrimonio irripetibile.


E a volte basta una guida che lo racconti con passione perché qualcuno decida di venire fin qui a scoprirlo.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

Piazza Mentana n. 5

15121 Alessandria

Tel. 347 7568251

© 2018 by SportInProgress Srls

P. Iva 09606040963

Proudly created with Wix.com

Grazie per la sottoscrizione!

Tenda verde Icona
Teoria Preparazione Icona
scenario Icona
  • White Google+ Icon
  • Twitter Clean
  • White Facebook Icon
bottom of page