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BELLEZZE DI CASSINE(in cammino...)

Oggi una splendida escursione per aprire definitivamente "le danze " sul palco del nostro Monferrato: tanti camminatori scalpitanti per per ricominciare a percorrere i nostri sentieri e scoprire nuovi luoghi .

Questo è un sentiero tutto costruito dai nostri tecnici, che naturalmente sfruttano capezzagne e antiche vie contadine ma nell'intento di donarvi svariati scorci dello stesso territorio.

Questo è il nostro intento: farvi comprendere la varietà di scorci naturalistici che il Monferrato offre . Cosa non solita in altri territori, anche più famosi .


E oggi i camminatori sono passati tra i filari che incominciano a risvegliarsi, poi sono giunti in cima al colle Eolo, da dove i vigneti regalano a una nota cantina locale un ottimo chardonnay che prende il suo nome, poi si sono inoltrati dentro una parte del grande Bosco delle Sorti : storico bosco, una zona di salvaguardia è un'area di 1819 ettari, che sorge fra i comuni di Alice Bel Colle, Cassine e Ricaldone, in provincia di Alessandria, e Bruno, Maranzana e Mombaruzzo in provincia di Asti.


L'area è situata fra le propaggini dell'Appennino ligure - piemontese e la pianura padana, con un'altitudine compresa tra i 150 ed i 210 metri sul livello del mare.

In origine quest'area era sfruttata senza alcuna normativa in rapporto alla sua ampiezza ed alla popolazione poco numerosa. Col tempo, a causa dell'estendersi delle terre coltivate da una popolazione in aumento, l'area veniva costantemente a restringersi comportando continue liti e contese fra i centri confinanti, che tendevano ad annetterne la maggior parte possibile alla propria giurisdizione.

La storia del Bosco "La Communa" prese avvio per concessione marchionale, elargita agli abitanti di Cassine dai Marchesi di Monferrato e riconfermata nel 1456 dal Marchese Guglielmo. Nel 1491 i territori venivano contesi fra il Ducato di Milano ed il Marchesato di Monferrato.


La vitalità del sodalizio è sottolineato già dagli statuti comunali del 1550, che sanciscono alcune prescrizioni da osservarsi in sortibus boscorum, ben distinte, anche se pressochè identiche, da quelle applicabili in nemoribus comunitatis cassinarum. Nel 1599 in seguito alla definizione dei confini fra gli stati di Milano e del Monferrato, si giunse ad un'esatta delimitazione geografica dell'area, denominata "Communa" e successivamente "Bosco delle Sorti". Il termine "Communa" deriva da comunalia, che indicava un territorio in comproprietà fra centri limitrofi.



La Chiesa di S. Francesco del XIII-XIV secolo in stile Gotico lombardo, ha una facciata in cotto decorata con archetti pensili e un portone strombato; si presenta con due contrafforti aggiunti nel 1644. All'interno affreschi dal XIV al XVI secolo. Importante crocifisso ligneo della fine del XV secolo. Nell'ex convento Sala Capitolare con affreschi del XIV secolo.

Palazzo Zoppi, del XIV secolo, nacque come casaforte, in seguito trasformata in palazzo residenziale. Conserva all'interno affreschi quattrocenteschi, mentre nel cortile è situata una cappella al cui interno è conservata un affresco quattrocentesco di scuola lombarda.

La chiesa parrocchiale di Santa Caterina,(Sec. XVII) costruzione barocca ad una navata. La chiesa presenta il parametro murario in cotto a vista, con stilatura alla cappuccina.

I monumenti storici di Cassine (in particolare la chiesa di S. Francesco) furono, per il pittore alessandrino Franco Sassi (1912 - 1993), motivo di grande interesse e suggestione. Dedicò ad essi acquerelli, bianco/neri della cosiddetta serie dei "paesaggi medievali" ed oli su tela. Nei "paesaggi medievali" la chiesa gotico lombarda diventa elemento fantastico di visioni surreali.

Museo di San Francesco

Il Museo ospita gli arredi della chiesa di San Francesco, in particolare il triregno di San Pio V, vari reliquiari lignei, due crocifissi lignei policromi e una statua in legno policromo di S. Antonio Abate. Nell'armadio in sacrestia sono esposti quattro maestosi reliquiari del settecento. Nella terza sala sono custoditi una scultura lignea seicentesca dell'Ecce Homo, quattordici tele di una via Crucis e una sequenza di tele degli Apostoli.


Questa è una preziosa oppurtunità di vedere opere quasi sconosciute che noi abbiamo dato ai nostri escursionisti predisponendo l'apertura del museo.


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